Sempre per la gente

Il Palio dei Comuni a porte chiuse è la più grossa anomalia di questo periodo. Una corsa nata con e per la gente, che ha sempre proposto un contorno di festa, con il coinvolgimento attivo e appassionato, attraverso i Comuni, di tutto il territorio che ruota intorno all’ippodromo di Montegiorgio e che domani andrà in scena senza bandiere, senza stand, senza quel tifo da stadio che l’ha sempre caratterizzata. Mancherà il calore del popolo delle Marche, sanguigno e passionale, mancheranno forse anche tutti i colori che hanno sempre circondato il Palio, dalle prime edizioni pionieristiche fino a quelle nelle quali sono scesi in pista i campioni, che hanno trascinato in alto il nome della corsa e con essa anche Montegiorgio. Purtroppo nell’anno del Covid ci sta anche questo. Ci stiamo abituando a vedere le partite di calcio con il sottofondo delle voci di giocatori e allenatori invece dei boati del pubblico. E anche una corsa che vive del contatto con la gente come il Palio può, per una volta e in un momento storico decisamente particolare (e speriamo unico) per tutto il mondo, svolgersi “a distanza”, con il pubblico incollato agli schermi tv invece che alla pista. Già, per una volta e in circostanze eccezionali, perché le corse, le grandi corse, così come quasi tutti gli spettacoli sportivi al vertice, vivono grazie al pubblico, all’interesse che riescono a suscitare che si esplicita con una presenza “dal vivo” significativa. E questo è ciò che differenzia lo sport “vero” da quello virtuale. La televisione, lo streaming e tutti i mezzi di comunicazione oggi a disposizione hanno avvicinato il mondo. Ci consentono di assistere dal vivo, e in qualche caso con una qualità di immagine eccezionale, allo sport.

Redazione