Vera Responsability

Con i temi del benessere animale e della sicurezza non si può scherzare. E non vanno assolutamente presi alla leggera… La tempesta che si è scatenata in questi giorni su Gordon Elliott dopo la diffusione di una foto che ritrae il trainer irlandese al telefono e seduto su un cavallo morto facendo segno di vittoria con le dita ha coinvolto non solo l’intera ippica europea, ma anche l’opinione pubblica. Come potete leggere a pagina 2, il trainer ha ammesso che la foto non è una fake e si è scusato, ma le ripercussioni sulla sua carriera saranno pesantissime, perché il sistema ha reagito immediatamente e duramente: a pochi giorni da Cheltenham, è scattato il divieto di sellare cavalli in Gran Bretagna e il Cheveley Park Stud ha immediatamente spostato i suoi allievi da altri trainer. Insomma, per uno dei più importanti allenatori dell’ostacolismo irlandese si prospettano tempi davvero duri e conseguenze pesanti. Con l’immagine non si scherza, perché il danno che può derivare all’intero sistema per una bravata o una leggerezza nel campo del benessere animale è enorme e in Inghilterra, dove
l’ippica era ed è uno spettacolo popolare, lo sanno bene. La sensibilità della gente sui temi del benessere animale oggi è decisamente elevata, come del resto è giusto che sia, e anche solo un singolo maltrattamento può portare a generalizzazioni che poi vengono scontate dall’intero sistema, facendo passare il concetto che i cavalli da corsa sono maltratttati o anche solo considerati alla stregua di schiavi da utilizzare per gareggiare a vantaggio delle scommesse. È facile capire come qualsiasi sistema ippico evoluto, che quindi si rivolge non solo a un pubblico di super esperti, veda questo pericolo come una jattura da evitare in ogni modo. E non è un caso che in quasi tutto il mondo, come abbiamo già illustrato su queste pagine nella rubrica di Responsability, le iniziative preventive si siano moltiplicate negli ultimi anni.

Michele Ferrari