Mille non bastano

Mille e non più mille. Le regole per l’accesso degli spettatori negli ippodromi sono per ora queste e bisogna seguirle, ma i mille non bastano… Lo ha dimostrato alla perfezione la domenica milanese delle Oaks, che dal lato tribuna ha potuto ospitare solo il numero di spettatori fissato, con il risultato di lasciare fuori (letteralmente) un’altra bella fetta di pubblico che è arrivata a San Siro ed è stata letteralmente rimbalzata in ossequio alle norme. Da una parte c’è stata la rabbia, ma dall’altra anche la consapevolezza che, alla faccia di gufi e sfascisti, c’è ancora tanta passione per le corse (quelle belle) e per gli ippodromi (quelli accoglienti), tanto da poter riempire per quanto possibile una struttura anche se, come noto, a San Siro, così come in tutti gli altri impianti, non era possibile scommettere.

È quasi incredibile l’amore che il pubblico riesce ancora a provare per le corse. Nonostante tutte le mazzate che un sistema autoreferenziale è riuscito a tirarsi in perfetto stile Tafazzi. E nonostante tutti i cazzotti che l’ippica continua a ricevere da una politica che troppo spesso la considera un fastidio. Nella domenica delle Oaks San Siro avrebbe potuto ospitare tranquillamente almeno il triplo delle persone ammesse e lo avrebbe potuto fare in totale sicurezza, perché gli spazi lo consentono, in maniera molto più distanziata di quanto accade normalmente in queste settimane in giro per Milano, nelle piazze e negli spazi esterni occupati dai tavolini dei locali nelle zone di movida. E la gente sarebbe arrivata e si sarebbe divertita, perché le corse della domenica di San Siro sono state belle ed emozionanti, anche esaltanti per le vittorie delle nostre ragazze contro le straniere. Se la passione del pubblico cova ancora sotto la cenere, quella degli uomini e delle donne dell’ippica è più che mai viva.

Passione che porta a vivere le corse, che regala emozioni forti. Come quelle della proprietaria di Haven Park, scoppiata in lacrime dopo il successo della sua pupilla nelle Royal Mares. Come quelle di Isabella e Guido Bezzera, che hanno visto la corsa della loro Aria Importante al margine del dissellaggio, vicini ma distanziati immobili e con gli occhi incollati sul grande schermo fino all’esplosione di gioia nel momento in cui la splendida Aria, che a San Siro ha regalato prove da brividi lo scorso anno allenata da Grizzetti che l’ha plasmata e quest’anno con il training di Alduino Botti, ha tagliato il traguardo. Come quelle di Paolo Crespi, il proprietario di Eulaila, la vincitrice delle Oaks.

Questa è la grande ippica, quella dei proprietari che continuano a volere costruire cavalli importanti, ma anche quella della gente in tribuna che ha tributato una vera e propria standing ovation a Dario Vargiu, rientrato dopo l’incidente di fine aprile a Firenze per vincere quelle Oaks che gli erano sempre sfuggite: DVR is back, con la sua grinta e la sua forza. La grande ippica che continua a pensare al futuro, che quest’anno ha proposto una generazione femminile davvero interessante, che sta dando vittorie e, speriamo, rating un po’ diversi, e migliori, da quelli degli scorsi anni.

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Redazione