Federico, DNA gentleman

Se lo incontri all’ippodromo, magari d’estate, sembra appena arrivato da una passeggiata sul lungomare di Riccione. 35 anni, sempre elegante, fisico asciutto sorriso smagliante a trentadue denti, Federico Bongiovanni appartiene alla penultima, forse terz’ultima leva dei gentlemen: quella uscita dal circuito Universitari che ha dato, non smetteremo mai di dirlo, tanti protagonisti in pista e tra i proprietari e che forse troppo presto è stato abbandonato. Lui Filippo Monti, Leonardo Vastano, Guido Gnoffo, Michele Girardi e tanti altri hanno girato in lungo e in largo l’Italia a inizio secolo. In fondo sono loro i veri “millenials” del trotto italiano. Federico è figlio d’arte, il papà Fabrizio, ha fatto la sua parte nell’ippica degli anni ruggenti e quindi il Dna non poteva essere che quello… “Ovvio… fin da piccolo frequentavo l’ippodromo. La passione e la voglia di stare con i cavalli, magari di salirci sopra, quando ti prende non te ne liberi più e così ho fatto il circuito universitari dal 2011 al 2015. Poi un anno di stop, le pratiche necessarie e quindi il debutto in gentlemen all’alba del 2017.

Intanto però la settimana scorsa hai vinto ben tre corse, sei il leader settimanale… “È stata una settimana particolarmente fortunata e soprattutto c’è da dire che due erano riservate a gentlemen non vincitori di 20 corse, categoria nella quale, ancora per poco credo, posso trovare qualche ingaggio. Però dai, ci siamo difesi… ecco ritengo che queste corse siano davvero utili anche per far scendere in pista chi lo fa un po’ meno, magari bisognerebbe trovare un correttivo per allargare ulteriormente la platea, non far correre sempre gli stessi, ma intanto mi auguro che l’esperimento venga ripetuto anche negli anni a seguire”.

L’intervista completa a Federico Bongiovanni la potete trovare nell’edizione di Trotto&Turf di giovedì 10 giugno.

Redazione