ParisLongchamp, festival degli upset! Snowfall sconfitta nel Vermeille, Deep Bond e Demurino nel Foy. Collinsbay ottimo 2°

La domenica dei trials dell’Arc di ParisLongchamp va vissuta sempre con un pizzico di prudenza, e difatti ieri ci sono stati dei risultati inattesi. Ora, prendete quei risultati e cancellateli dalla memoria nel giorno dell’Arc, perché molto probabilmente saranno il contrario. Il perché molto spesso risiede nei numerosi e ricchi appuntamenti lungo il calendario della stagione che servono come obiettivo finale, mentre i trials negli ultimi anni sono stati vinti da “seconde linee” che approfittano della minor convinzione a strafare dei migliori. È il caso del Vermeille? In parte. Perché di Teona (Sea The Stars) ne avevamo parlato già tempo fa. La cavalla di Roger Varian, con Oliviero Peslier in sella, ha anticipato sul palo la grande attesa Snowfall (Deep Impact) che ha perso l’imbattibilità stagionale ma senza dare fondo alle energie.

La 3 anni del Coolmore infatti, pur non essendo elegantissima nel galoppo (ma quello non lo è mai stata) ha accettato la sconfitta quasi serenamente, rimandando ogni discorso al giorno dell’Arc con Frankie Dettori che ha fatto il compitino senza mai forzare. Anche perché va bene che Teona è migliorata, ma tra le 2 qualche mese fa c’erano 28 lunghezze patite dalla vincitrice del Vermeille G1 nelle Oaks G1. La vincitrice è allevata dal Rabbah Bloodstock, fu acquistata per 280,000gns al Book 1 delle Tattersalls October Yearling Sale. IL RISULTATO COMPLETO CLICCANDO QUI.

Nel pomeriggio degli upsets altra delusione è stata nel Foy G2 Skalleti (Kendargent), giunto quarto a quasi 7 lunghezze dal primo nel test per gli anziani verso l’Arc de Triomphe. A vincere è stato l’atteso giapponese Deep Bond (Kizuna), con Cristian Demuro che ha imbastito un percorso di testa dopo una andatura non proprio svelta. Il 4 anni di Ryuji Okubo non si è fatto mai superare da Broome (Australia) e da Iresine (Manduro), collezionando così la seconda vittoria in G2 in carriera dopo l’Hanshin Daishoten G2 in Marzo sui 3000 metri e dopo aver ottenuto un secondo posto nel Tenno Sho G1 primaverile sui 3200 metri. Allevato da Murato Bokujo, si tratta di un figlio di Kizuna (Deep Impact), vincitore di Derby nipponico e di Niel G2 in Francia. Funziona per ¥6 milioni in Giappone presso la Shadai Stallion Station. IL RISULTATO COMPLETO CLICCANDO QUI.

Nel Prix Niel G2, test per i 3 anni verso l’Arco, non ha corso Bolshoi Ballet (irregolarità documentali nel passaporto vaccinale) e la delusione stavolta si chiama Pretty Tiger (Sea The Moon) che da favorito è giunto ultimo ma a 3 lunghezze e mezzo dal vincitore. A vincere è stato Bubble Gift (Nathaniel) con Geraldo Mossè in sella, già vincitore in passato del Prix Hocquart G2 (poi però sesto nel Grand Prix de Paris) che ha trovato l’andatura giusta e lo scatto risolutivo per lasciare Baby Rider (Gleneagles) ad un muso di distanza dalla vittoria. Il cavallo di Mikel Delzangles è allevato da Ali Hakam, ed è figlio di Nathaniel (Galileo) e Bubble Back (Grand Lodge), mamma tra gli altri anche di Bubble Chic (Chichicastenango) che era allenato da Alessandro Botti. 

Nel Petit Couvert G3 è accaduto il contrario di tutto. Ma del resto di solito il velocista vince la preparazione e poi nel G1 emerge una sorpresa. Tanto più a Longchamp dove il 1000 secco è velocissimo e a fare la differenza sono i dettagli e non sempre (anzi quasi mai) la qualità. A vincere è stato Berneuil (Lope De Vega), allenato da Carlos Lerner, montato da Soumillon, che da favorito ha stoccato in 56,34s ottenendo la prima vittoria in corse di Gruppo. Del resto era secondo nel Prix de Saint-Georges G3, nel Prix du Gros-Chêne G2 ed in Listed, la meritava per la consistenza. A 3 lunghezze e mezzo è giunto l’italiano Collinsbay (Cable Bay) che ha dunque dato seguito alla incoraggiante prestazione nel Meautry, sfortunata nel risultato ma non nella performance, con Wild Majesty (Kodiac) finito al terzo. Obiettivo per tutti è quello dell’Abbaye G1 del Longchamp il 3 Ottobre, e anche per il nostro immaginiamo un tilt in quella corsa. Se andrà male c’è sempre l’Aloisi G3 a Roma nel giorno del Champions Day romano. 

Nel Prix du Pin G3 sui 1400 metri vittoria andata a Sagamiyra (Sea The Moon), seconda di Mother Earth nel Prix Rothschild G1, che era ovviamente molto attesa ed ha mantenuto il ruolo battendo di una comoda Axdavali (Goken), autore di grande scatto decisivo. Anche qui però sono finiti tutti in un fazzoletto. Appuntamento al Prix de la Foret.

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Gabriele Candi