Milano dimezzata

San Siro è agibile. A metà. E i clou del 24 vanno a Roma. Il collaudo svolto martedì ha mostrato un netto miglioramento della situazione come ha spiegato il Presidente dei fantini Luca Maniezzi. «Non è la pista che abbiamo lasciato a inizio settembre. Le larve ci sono ma sono morte. Ci sono ancora zone critiche, come ad esempio la curva di pista media, sulla quale non abbiamo neppure galoppato, oppure il passaggio sulla retta opposta o la pista dritta sul lato tribuna. Ma la pista circolare è buona e anche la curva di pista grande, sulla quale abbiamo fatto un test vero. Le zone di transizione sono ancora pericolose e per questo è meglio non utilizzarle. Ci sono poi tutte le prescrizioni da seguire per l’utilizzo, ma secondo noi si può tornare a correre con cautela e secondo gli agronomi la situazione migliorerà giorno dopo giorno» ha detto Maniezzi, fotografando quello che è oggi lo stato del tracciato milanese, in fase di ripristino dopo i disastri compiuti dalla popillia japonica, che ha devastato il manto erboso costringendo allo stop a inizio settembre.

La palla è passata al Mipaaf, che ha dovuto decidere come e quando utilizzare il tracciato mutilato di alcune parti, e la scelta è quella di percorrere la strada più normale e a rischio zero: trasferire le corse di domenica 24 alle Capannelle. La pista media di San Siro rimane infatti inagibile, la pista dritta sul lato tribune anche e in pista grande si può correre solo dopo la partenza dei 1800 metri. Le prescrizioni di cui parla Maniezzi si riferiscono poi alla necessità di non programmare due corse consecutive sullo stesso tracciato, alternando quindi circolare, grande e dirittura, e di battere la pista dopo ogni utilizzo; nel verbale stilato dopo il collaudo si parla poi di un monitoraggio continuo della situazione, anche perché allo stato attuale la pista è come riferito, potrà migliorare mano a mano che la gramigna attecchisce, ma nessuno può sapere cosa potrà accadere in caso di pioggia e soprattutto di corse ripetute su terreno allentato, anche se il tracciato nel momento del collaudo era decisamente morbido a causa delle brine mattutine.

Il Mipaaf si trovava di fronte a un primo dubbio, relativo alla data di ripresa delle corse. Sul tavolo c’era quella di lunedì 18, che potrebbe rappresentare l’occasione per un test reale, oppure puntare direttamente a domenica 24, quando sarebbero state programma le grandi prove dell’autunno milanese, a cominciare dal Jockey Club. E qui sorgeva un problema, perché i 2400 della pista grande non possono essere percorsi e a questo punto le opzioni prevedevano il trasferimento della corsa alle Capannelle (sui 2400 della pista Derby) oppure la disputa a San Siro, con distanza accorciata a 2200 e arrivo al terzo traguardo. I puristi sembravano preferire questa ipotesi, dimenticandosi magari che al terzo traguardo il pubblico praticamente non c’è (tribunetta minima) e che quelli in tribuna vedrebbero in pratica passare i cavalli a 400 e più metri dal palo per poi seguire il resto sullo schermo.

C’era poi da sciogliere il nodo di Gran Criterium e Dormello, che erano stati portati in pista media per non far affrontare ai 2 anni un percorso troppo duro, ma la pista media non è agibile e andavano quindi portati in grande, ma entrambi a 1600 metri, perché l’avvio dei 1500 è troppo vicino alla curva. San Siro può insomma riprendere, e questa è una buona notizia, ma per ora non si può considerare che una ripartenza a metà, perché il ripristino completo del tracciato non è ancora concluso. E per questo il Ministero ha dovuto fare una scelta che alla fine potrebbe accontentare tutti.

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Redazione