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Esclusiva Trotto & Turf, crisi dipendenti-San Siro: Stoppini: «Nessuno dovrà perdere nulla». L’intervista..

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Giovedì sera scorso le Oaks non avrebbero potuto essere disputate a causa del nuovo sciopero dei dipendenti della Società che avrebbe colpito ancora una volta San Siro. Come negli altri casi non vi era stata alcuna proclamazione ufficiale, ma i rumours dicevano abbastanza apertamente che la super giornata della classica femminile sarebbe stata cancellata. Sarebbe stato un altro colpo durissimo al galoppo italiano, con ripercussioni pesanti anche sull’immagine internazionale, ma per fortuna all’ultimo istante è intervenuta una sorta di mediazione da parte di Ang, nella persona del Presidente Ottavio Di Paolo, che con un giro di telefonate era riuscito ad organizzare per il lunedì un incontro al Mipaaf al quale avrebbero partecipato i rappresentanti sindacali. 

L’incontro c’è stato, i delegati di Cgil e Uil hanno incontrato il Direttore Generale Gerini e la Dirigente Nicolazzi, ma il comunicato diramato dalle OOSS nella serata di lunedì non lascia grande spazio alla fantasia e, anzi, crea una cortina di nubi nerissime sulla disputa dei prossimi convegni di San Siro, quello con in programma Mantovani e de Montel e quello, in serale del Milano. 

Nel comunicato si legge infatti… Si è svolto oggi (lunedì 20 ndr.) il previsto incontro con la Dirigente del MIPAAF dott.ssa Teresa Nicolazzi. Il Ministero ha ascoltato le ragioni dei lavoratori che stanno portando avanti la vertenza cercando di capirne le motivazioni. Altrettanta attenzione non sembrano mostrare le Società di corse che oggi, a poche ore dall’in- contro, hanno nuovamente con- vocato le OO.SS. allo scopo di concretizzare la loro determinazione unilaterale di cambiare il C.C.N.L. Corse Cavalli con quella del C.C.N.L. del Terziario, della Distribuzione e dei Servizi (Confcommercio). Per questo motivo SLC CGIL e UILCOM UIL, riprendono lo stato di agitazione con le iniziative di lotta già program- mate, e convocano un Coordinamento Nazionale straordinario per domani 21 giugno alle ore 13.00, aperto alla partecipazione di tutti i lavoratori degli ippodromi”. 

Il nodo della questione è, come ben chiaro, il contratto di lavoro nazionale nel quale sono inquadrati i dipendenti delle Società di corse, scaduto da undici anni e in proroga costante. La platea dei dipendenti delle Società in questo decennio si è assottigliata fino all’estremo, tanto da arrivare a circa 200 persone, un numero che difficilmente è coerente con la necessità di avere un contratto nazionale ad hoc. E in ogni caso, come hanno più volte ribadito le Società di corse, i diritti acquisiti non sarebbero assolutamente stati intaccati. In definitiva non sembra trattarsi di una battaglia “economica”, ma più che altro di una questione ideologica, che potrebbe andare ad influire su quelli che sarebbero i “nuovi assunti” nelle Società, che però con la disciplina contrattuale vigente difficilmente potranno esserci, visto che gli ippodromi stanno sostanzialmente sfruttando le uscite per pensionamento per ridurre gli organici, affidando a società esterne alcuni servizi per le strutture, come ad esempio la gestione del verde e le manutenzioni in generale.  

Lo scontro è aperto, ma il terreno sul quale si svolge è sostanzialmente solo quello di Milano, visto che a Roma è stato effettuato un solo giorno di sciopero per bloccare le corse e negli altri ippodromi, almeno quelli che hanno i dipendenti, non vi sono state ripercussioni. San Siro, al contrario, è stato colpito duro e con modalità che lasciano perplessi, visto che la cancellazione delle corse in extremis ha generato danni e molto malumore anche agli ippici, spettatori passivi della vicenda. Per Lorenzo Stoppini, manager degli ippodromi milanesi, è un periodo di tensione e quello che si chiedono molti ippici è “Come mai solo Milano”? 

Come sappiamo la volontà delle Società di corse, una ventina in totale, è quella di passare i dipendenti sotto il contratto del Commercio. Senza intaccare i diritti acquisiti. Quindi con le stesse retribuzioni. 

«Esattamente. Snaitech, Federippodromi e UNI a novembre 2021 hanno comunicato alle OO.SS l’intenzione di non applicare ulteriormente il CCNL delle Società di Corse dei Cavalli, ormai scaduto da oltre 11 anni. Il contratto contiene un’impostazione del tutto superata ed è applicato ormai solo a circa 200 lavoratori su tutto il territorio nazionale. In un’ottica di ammodernamento e riqualificazione del comparto, che in questi anni è molto cambiato ed evoluto, dal prossimo 1o luglio le società di corse adotteranno per i loro dipendenti il CCNL del Terziario, Distribuzione e Servizi, che è il contratto collettivo più diffuso a livello nazionale. Come più volte sottolineato, nel passaggio da una disciplina contrattuale all’altra saranno salvaguardati i tratta- menti attualmente percepiti dai dipendenti, in modo da non modificare i diritti acquisiti dagli stessi nel corso del tempo. Ciò che voglio ribadire, su cui prendo con ciascuno dei nostri collaboratori un impegno personale diretto a nome mio e dell’Amministratore Delegato, è che nel passaggio da una disciplina contrattuale all’altra saranno salvaguardati i trattamenti attualmente percepiti dai dipendenti, in modo da non modificare i diritti acquisiti dagli stessi nel corso del tempo: a parità di attività svolta, nessuno dovrà perdere nemmeno un euro e questo lo si potrà ottenere non solo con il CCNL ma anche con l’armonizzazione che andrà definita insieme ai dipendenti interessati». 

Ma se non vi sono svantaggi per i dipendenti, quale sarebbe il vantaggio per le Società nel cambiare con- tratto? 

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