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Caduta San Siro. Oriani «Fatto tutto il possibile»

L’arrivo della corsa nella quale c’è stata la caduta
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Vittorio Oriani è il rappresentante degli allenatori di San Siro e, insieme a Cristiano Fais, è l’uomo che segue lo stato delle piste. Le critiche di Luca Maniezzi al tracciato della circolare lo hanno colpito e la risposta è pronta. «Avevo Benazzi in quella corsa. Non correva da tempo proprio per evitargli i terreni troppo duri e ho scelto di presentarlo al via, assumendomene quindi il rischio, perché avevo effettuato il sopralluogo della pista e non l’avevo trovata in condizioni pessime. L’erba c’era e c’era tanta gramigna, che è quella che dà il grip. Abbiamo effettuato un sopralluogo a mezzogiorno, c’eravamo io, Procino e due Commissari e nel corso dell’ispezione ho evidenziato alcune criticità dei tracciati delle quali i giudici hanno preso puntualmente nota. C’eravamo noi, non i fantini e Maniezzi stamattina mi ha detto “non eravamo stati invitati”. Il sopralluogo non era ufficiale, diciamo che era solo “amichevole”, ma sottolineo che io c’ero e gli altri no. Quindi ho visto con i miei occhi tutto il tracciato, anche la parte che porta al terzo traguardo che ha un problema di una zona che probabilmente è stata ri-zollata in maniera non ottimale oppure che sconta un getto dell’irrigazione mal funzionante. QUello che ho rilevato è che ci sono delle ondulazioni abbastanza normali per un tracciato in erba, ma posso dire senza possibilità di smentita che non c’era neppure una buca, come invece qualcuno ha insinuato».

Ok, ma il fondo pista della circolare è stato definito da tutti “una strada”. «Quelli dell’ippodromo dicono che hanno bagnato come sempre e non ho ragione per non credergli. Se poi qualcuno mi dice che bagnano male sono d’accordo. Certo ieri le condizioni meteo erano da piena estate e credo che i 32 gradi abbiano influito nel rendere il fondo molto duro all’ultima corsa. La circolare d’altronde è da sempre problematica: quando piove è fango, quando c’è il sole è durissima. Ed è vero anche che la geometria della curva porta problemi all’imbocco della retta. C’è poco da fare, è un tracciato che ha delle criticità che vanno limitate il più possibile».

É un periodo nero per le piste e Oriani ha visto spesso le situazioni sul campo. «Mi hanno chiamato per verificare Napoli, Livorno e Firenze. Io posso dare un parere ma poi spetta agli ippodromi mettere mano. Anche qui a Milano. Ho chiesto un incontro a breve a Stoppini e Procino per affrontare in maniera costruttiva i problemi della circolare e credo che possa tenersi fra venerdì e sabato».

La situazione era stata considerata ottima il 31 agosto, ma in pista media e in dirittura fino al chilometro. «Vero. Avevamo ottenuto lo spostamento dei lavori mattutini sull’erba al mercoledì e in pista da corsa e li abbiamo svolti a San Siro in pista media e in dirittura fino ai mille. Nessuno, fantini e trainer, ha avuto nulla da eccepire, perché le piste erano perfette».

Sì, ma mercoledì si è corso in circolare e in una parte della dirittura. «Ovvio che il concerto abbia scombinato i piani e che un certo tipo di corse non avrebbe dovuto essere svolto in circolare. QUesto a prescindere dal terreno troppo duro, perché credo anche che il tracciato non sia adatto per ospitare corse con una quindicina di partenti. In ogni caso ribadisco che io, con Crstiano Fais e Cristiana Signorelli stiamo segnalando costantemente quello che servirebbe. Per esempio nel centro di allenamento c’è da mettere in funzione i tondini per la doma in previsione dell’arrivo dei nuovo puledri e abbiamo chiesto che venga rifatto il tracciato di sabbia di Trenno che ha la sabbia ormai esausta».