Allenatori e Comitato uniti contro la chiusura del centro di Trenno

Trenno galoppo
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E’ di questi giorni l’invio, da parte di Snaitech, di lettere agli allenatori e proprietari di San Siro in cui si richiede di lasciare libere le scuderie entro 120 giorni e in alcuni casi nell’immediato. La chiusura del centro di allenamento di Trenno porterebbe al crollo del galoppo nel Nord-Italia e arrecherebbe un danno irreparabile all’intero sistema nazionale del quale Milano è uno dei pilastri. Sul territorio milanese non ci sono alternative e la conseguenza immediata sarebbe l’impossibilità di mantenere in piena attività anche l’ippodromo di San Siro, per carenza di cavalli che possano dar vita alle corse. Circa l’80% dei partenti in una giornata di corse è infatti rappresentato dai cavalli stanziali ed è quindi impensabile pensare di organizzare le corse senza di essi. Con la chiusura del centro di allenamento di Trenno rischia di essere cancellata la storia centenaria dell’ippica a San Siro, di uomini e cavalli che hanno scritto e stanno ancora oggi scrivendo pagine importanti a livello nazionale ed internazionale. Cosa succederà alla maggior parte dei 450 cavalli che oggi risiedono nel centro di allenamento? E cosa succederà ai tanti allenatori che operano a Milano e che, pur con infinite difficoltà, stanno ottenendo ottimi risultati? Anche nell’ultimo periodo cavalli allevati in Italia e allenati a San Siro sono stati oggetto di interesse da parte di compratori internazionali. Snaitech con questa politica causerà la perdita di migliaia di posti di lavoro nel comparto ippico (allenatori, allevatori, artieri, veterinari, maniscalchi e varie altre figure professionali). L’attuale clima creato da Snaitech spingerà i tanti proprietari milanesi e non, che ancora oggi investono ingenti risorse con tanta passione ad abbandonare il sistema con un effetto devastante, tra le altre cose, sulle
Aste programmate per settembre. Snaitech non ha mai voluto creare un tavolo serio di trattative con gli operatori ippici di San Siro, che hanno sempre cercato di trovare una soluzione condivisa, un punto di convergenza tra le esigenze della proprietà e quelle degli allenatori. Ora, con un timing alquanto sospetto, Snaitech sta cercando di dare il colpo definitivo per far morire l’ippica a Milano. Gli operatori di San Siro hanno già ottenuto la solidarietà del Comune di Milano e la collaborazione
del FAI, di ITALIA NOSTRA e di svariate altre associazioni e movimenti.
Non riteniamo inoltre corretto che Snaitech prenda con una mano soldi pubblici dal Mipaaf per l’ippica e con l’altra scriva lettere che la condannerebbero alla chiusura. A questo punto, è opportuno e auspicabile che l’amministrazione comunale e il Ministero delle Politiche Agricole, che finanzia l’ippodromo e il centro di allenamento, facciano sentire la propria voce.