Il galoppo è l’espressione più antica dello sport ippico. Le corse al galoppo in piano si disputano su diverse distanze, che di solito vanno dai 1000 metri fino ai 3000. La partenza avviene tramite l’apertura dei cancelli di apposite gabbie, dove i cavalli entrano insieme ai rispettivi fantini, in attesa del segnale di partenza dato dallo starter. Le corse più importanti sono quelle di gruppo dette anche “pattern race“.

Corsa galoppo

Corsa galoppo: dalla battaglia alle gare di velocità

Al galoppo si corre da sempre e se prima si correva per necessità di ordine pratico (la rapidità in battaglia), poi si cominciò ad apprezzare il cavallo anche sotto la veste più pacifica della velocità in gara. Nella disciplina del galoppo piano il cavallo purosangue (perlopiù purosangue inglese) viene montato dal fantino che rimane sollevato su una piccola sella, a differenza che nel trotto dove il guidatore (o in inglese driver) siede su un sulky, un piccolo calesse a due ruote.

Cavalli da corsa: dai purosangue arabi ai campioni italiani del galoppo

I migliori galoppatori erano i purosangue arabi, veloci e resistenti. Superiori alle razze di cavalli europee, i cavalli arabi iniziarono presto a diffondersi anche in Europa. Per oltre un millennio si registrano continue e disordinate immissioni di sangue orientale sul preesistente sangue europeo. Soltanto tra il ‘600 e il ‘700 si pensò di selezionare una razza ben definita: quaranta fattrici di sangue selezionato (Royal Mares) vennero accoppiate a grandi riproduttori tra i quali si imposero Byerley Turk, Darley Arabian e Godolphin Arabian. Da questo ristretto gruppo di cavalli discende la razza purosangue inglese e di tutti i purosangue del mondo. Nonostante il numero non eccezionale dei nati nel nostro Paese, l’allevamento di cavalli italiani è particolarmente stimato anche all’estero. Dal nostro allevamento sono nati campioni del galoppo come Nearco e Ribot.