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La mano del destino

Mandrake
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Commentando l’incidente di San Siro che ha visto coinvolti quattro cavalli e altrettanti fantini, il nostro direttore Marco Trentini scrive: La pista circolare di San Siro è nata per dare respiro ai tracciati di pista media e grande. Non è mai stata una pista perfetta. Quando piove è pesantissima, quando fa caldo è una strada. E poi la geometria della curva non è mai stata perfetta, nonostante qualche tentativo di correzione. Ma la situazione delle piste italiane comincia ad essere davvero deteriorata.

 Le difficoltà economiche hanno portato a una manutenzione sempre meno accurata, l’uscita dai ranghi dei vecchi responsabili dei tracciati non è stata adeguatamente colmata dalle nuove leve, anche perché in parecchi casi si è proceduto all’esternalizzazione di servizi. Il tutto, a San Siro, con un enorme palco per i concerti sullo sfondo.

Quello che ha portato a usare la pista circolare al posto della media e a far partire le prove in dirittura più avanti. Una presenza ingombrante, indispensabile però per la Società nella ricerca di risorse economiche che non siano quelle della sovvenzione. La coperta è corta e si cerca di fare il possibile, ma se questo è il quadro, almeno è indispensabile una normativa seria, che non c’è, per disciplinare quando e come gli ippodromi, che percepiscono milioni di euro pubblici, possono essere destinati ad altro”.

Un tempo di fronte agli insuccessi si diceva che la colpa era del “destino cinico e baro”. Spesso però al destino diamo una mano noi.