Ascot, Champions Day: Brillano Hollie Doyle e gli sfangatori. Addeybb si prende la rivincita, Palace Pier perde l’imbattibilità

In apertura, subito un colpo di scena. Anzi 2, facciamo tre. Nella Long Distance Cup la prima notizia è che Stradivarius (Sea The Stars) non era da corsa ed è arrivato 12° su 13, esausto dopo le fatiche parigine. In effetti questa, la classica corsa di troppo, si sarebbe potuta evitare. A vincere è stato Trueshan (Planteur), pedigree da sfangatore, che aveva in sella la brava e fortunata Hollie Doyle che sta scrivendo corsa dopo corsa pagine di storia di questo sport, nel ramo femminile. La jockette, che in settimana ha superato il record di vittorie già ottenuto lo scorso anno, ha dimostrato di avere un rapporto speciale con questo cavallo che ha montato 3 volte e per tutte e 3 le volte ha varcato per prima il traguardo. Si tratta di un Planteur (Danehill Dancer) che ha tentato anche l’Ebor Handicap arrivando ottavo, ma in generale viene dai grossi handicap, condizionate, classi 2 e Listed. Il livello è quello, e stavolta ha messo di passo tutti staccandosi di 7 lunghezze e lasciando al secondo Search For A Song (Galileo), recente vincitrice dell’Irish St Leger. Come detto, “Stradi” solo 12°. Lontano parente di quello che è. Pausa, sipario. Ma Bjorn Nielsen ha già annunciato che correrà anche nel 2021. IL RISULTATO COMPLETO QUI.

La Fairytale di Hollie Doyle si è arricchita di un altro capitolo grazie a Glen Shiel (Pivotal con mamma Big Shuffle) per Archie Watson, con il 6 anni che è riuscito a vincere le Qipco British Champions Sprint Stakes (Group 1) (British Champions Series) e resistere ad un monumentale Brando (Pivotal) che non molla mai un centimetro e stava per realizzare il colpo a 80/1 mentre al terzo posto una altrettanto granitica One Master (Fastnet Rock), riuscita ancora a fare l’arrivo e correndo da protagonista. Delusione per Dreams Of Dreams (Dream Ahead) che fino a quando è rimasto in mano è sembrato dominare, poi si è inabissato sul terreno pesantissimo. 

La vittoria come detto è andato al veterano di 6 anni che aveva cominciato la carriera in Francia agli ordini di Andre Fabre e per Godolphin, ma ha cambiato volto una volta cresciuto nelle mani di Archie Watson. La prima vittoria in carriera in Pattern è avvenuta in Agosto in G3 in Irlanda, e poi ha replicato crescendo ed arrivando secondo nella Sprint Cup G1 di Haydock proprio dietro a Dreams. La storia è stata fatta per Hollie Doyle, perché nessuna jockette aveva mai montato il Champions Day ed è subito arrivata la doppietta nelle prime due corse, ed il trofeo in G1. Incredibile. IL RISULTATO COMPLETO QUI.

Qipco British Champions Fillies & Mares Stakes: Forma volante per Wonderful Tonight (Le Havre) e ancora una vittoria, dopo il Royallieu G1, per la francesina allenata in Inghilterra dal bravo David Menusier, che era tentato di correre l’Arc de Triomphe. È andata meglio così perché alla fine ha vinto 2 G1 nel giro di poche settimane e tre complessivamente dopo il casalingo Preis von Europa G1, ma in questo caso è stato fondamentale il vantaggio dei chili per le giovani rispetto alle anziane e con in sella Guglielmino Buick ha tenuto a 2 lunghezze e mezzo di distacco Dame Maillot (Champs Elysees). Quarta Mehdaayih (Frankel) con Dettori che ad un certo punto si era presentata minacciosa sulla vincitrice. IL RISULTATO COMPLETO QUI.

Vive la France! The Revenant (Dubawi) è riuscito a dare seguito alla vittoria del Wildenstein G2 a ParisLongchamp ed ha replicato nelle Queen Elizabeth II Stakes G1 sempre per l’accoppiata Francis Henry Graffard e con Pier Carlo Boudot a bordo riuscito a piegare prima Palace Pier (Kingman), togliendogli l’imbattibilità e rimasto impantanato nel faticoso, e poi Roseman (Kingman) a 28/1, con Andrea Atzeni in sella, rimasto in quota e vicino al colpaccio per Obaid. IL RISULTATO COMPLETO QUI.

Il segno di Pivotal (Polar Falcon) nella giornata è stato chiaro ed ha dato un forte impatto e connotazione tipica quando ci sono questi terreni, anche nella vittoria di Addeybb nelle QIPCO Champion Stakes G1 con il 6 anni di Willy Haggas che finalmente è riuscito a vincere in patria al massimo livello dopo il summit australiano. Il portacolori di Sheikh Ahmed Al Maktoum, secondo lo scorso anno in questa corsa e con in sella Tom Marquand (il fidanzato di Hollie Doyle), ha tenuto alle sue spalle Skalleti (Kendargent), filtrato per corsie interne, e terza Magical (Galileo) riuscita a finire bene dopo aver perso l’abbrivio nel momento decisivo. Ribaltato il riferimento dello scorso anno, quando Magical fu davanti proprio al cavallo di Willy Haggas. Per Skalleti è in programma un viaggio verso Capannelle per il Premio Roma G2 dell’8 Novembre prossimo. IL RISULTATO COMPLETO QUI.

Gabriele Candi