Derbygate Tuscan Gaze: La MAG annuncia appello con un comunicato stampa

Come era stato anticipato, il team della MAG Horse Racing ha annunciato il ricorso in appello alla Commissione di Disciplina, contro la decisione della prima istanza che aveva di fatto causato l’esclusione di Tuscan Gaze dall’ordine d’arrivo del 137^ Derby Italiano in seguito alla violazione dell’articolo 129.

Il tutto è stato reso noto da un dettagliato comunicato stampa che pubblichiamo integralmente qui sotto:

Corse al Galoppo, Tuscan Gaze squalificato alla sua prima gara italiana. Un cavallo che non doveva vincere. La commissione di disciplina alza il muro contro la MAG HORSE Racing che ha esordito a Capannelle con una vittoria inattesa.

La Mag Horse: “defraudati ingiustamente, di un titolo sportivo conquistato sul campo, per motivi burocratici futili, non imputabili alla nostra condotta né alla nostre competenze”.

Si annuncia il ricorso in Appello alla commissione di secondo grado.

Dopo la squalifica di TUSCAN GAZE, cavallo vincitore del 137° Derby di Capannelle, estromesso dal titolo “grazie” alla decisione assunta dalla Commissione di Disciplina di Prima Istanza, la scuderia MAG Horse Racing, composta da giovani imprenditori italiani, approdati solo nel luglio scorso nel mondo dell’IPPICA, annuncia: “E’ nostro dovere tenere alto il nome di Tuscan Gaze che è il vincitore del derby sul campo. Non faremo sconti a nessuno e non piegheremo il capo davanti a questa sentenza ingiusta quanto foriera di nuovi sviluppi”.

Si preannunciano così i ricorsi in tutte le sedi di giudizio, per contrastare la decisione assunta dalla Commissione di Disciplina di Prima Istanza, presieduta dall’avv. Francesco Ferroni, che estromesso Tuscan Gaze dal prestigioso titolo, conquistato sul campo, al suo esordio in Italia.

“Tale Commissione – spiega la proprietà della MAG Horse Racing -, che ci auguriamo abbia giudicato in serenità e terzietà, sembra essere incorsa in una serie di errori marchiani e, macchinose quanto errate, interpretazioni dell’art.129 del Regolamento delle iscrizioni delle corse al Galoppo, piegandosi alle parziali ricostruzioni della Procura della disciplina, rappresentata dall’avv. Rosanna Serafini. La Commissione ergendosi a giudice di gara ha fatto anche peggio, decretando, niente di meno che la nostra esclusione dalla gara e il distanziamento del cavallo dall’ordine di arrivo.

“Questa decisione per noi è inaccettabile dal punto di vista giuridico e fattuale – dichiara MAG Horse– e sappiamo di aver agito nella totale correttezza e nel rispetto delle norme dettate dal Regolamento. La vicenda come noto nasce da un banale errore di trascrizione, questo non può essere valutato come una penalità a svantaggio del nostro cavallo che ha vinto di misura e nettamente, una gara emozionante quanto attesa”. 

Fin da subito infatti, la MAG Horse Racing aveva fatto rilevare come alla base della vicenda vi fosse un palese errore di trascrizione del nome del cavallo da parte della Società corse di Capannelle HippoGroup. L’iscrizione di TUSCAN GAZE (erroneamente identificato come Tosca gate come ammesso dalla segreteria tecnica dell’ippodromo nella persona del sig. Marco Oppo) era avvenuta telefonicamente durante la chiusura imposta dal look down e, per esplicita ammissione della HippoGroup Capannelle, inserito con il nome errato. Tale nome errato, non riconosciuto dal sistema in quanto non associato ad alcun cavallo internazionale, non risultava inserito nelle liste degli iscritti. Da qui la correzione del nome da parte della segreteria in data successiva a quella prevista dal Regolamento. Tale evidenza era stata notata dalla stessa MAG Horse, che aveva appena concluso la trattativa per l’acquisto di Tuscan Gaze, e quindi per la seconda volta, tornava a rivolgersi alla segreteria della HIPPOGROUP dichiarando la volontà di voler correre con qualunque formula, anche supplementare, (ritenuta valida persino dalla Procuratrice della disciplina) e  accendendo, per questo, anche una fidejussione pari all’importo totale di 60.400 euro; da qui la risposta dell’ufficio tecnico dell’HippoGroup che dichiarava che l’iscrizione originaria poteva considerarsi valida e che quindi l’importo d’iscrizione da pagare era solo quello dei 6.400 euro così come dichiarato anche per iscritto nelle memorie di Hippogroup dal direttore tecnico Marco Oppo.

Nonostante ciò, la Commissione di disciplina, deve aver ritenuto opportuno “non valutare le prove emerse documentalmente, limitandosi a contestare solo mere formalità: non ha ritenuto valida la prima iscrizione, come invece confermato da Hippogroup, confermando solo la seconda iscrizione, ovvero la supplementare, per cui era previsto il pagamento di un importo superiore, e partendo da questo teorema ha asserito che non era stato pagato nei termini prescritti e quindi, tirando dritto per la sua strada, ha scientemente oscurato il ruolo e l’autorevolezza delle dichiarazioni rese dai funzionari del MIPAAF. Per quali ragioni? Ma c’è di più, infatti, in maniera superficiale l’Organo Giudicante si è limitato a citare della Circolare MIPAAF prot.0090506 solo un enunciato del tutto condivisibile: “non consentire l’iscrizione alla corsa delle scuderie che non abbiano provveduto al pagamento delle somme dovute”.

Dimenticando un particolare fondamentale, alla dichiarazione dei partenti è presente un commissario nominato dal MIPAAF che avrebbe dovuto (qualora lo avesse ritenuto giusto) non far dichiarare partente il cavallo. Ed invece il cavallo ha corso e quella fase è stata superata con piena regolarità, la discussione ora verte solamente sul pagamento o meno della supplementazione, questione meramente burocratica che non può in alcun modo dare adito ad un distanziamento, che sarebbe il primo della storia delle corse.

Ci è parso che la decisione n.30/20 della Commissione di Disciplina di Prima Istanza, non abbia tenuto conto di alcuni aspetti fondamentali – commenta l’ing. Elio Pautasso, direttore generale di Hippogroup Capannelle  – in primis il chiarimento del MIPAAF che attraverso la DIREZIONE GENERALE PER LA PROMOZIONE DELLA QUALITA’AGROALIMENTARE E DELL’IPPICA, ha spiegato come: la Circolare aveva solo il potere di delegare alle società di corse la responsabilità gestionale della riscossione delle somme dovute e previste dal regolamento. Anche perché questa Circolare è frutto di decenni di mancate riscossioni da parte degli uffici competenti, senza che MAI nessun cavallo sia stato escluso dall’ordine di arrivo! Così come è vero che esistono dozzine di cause pendenti contro il Ministero da parte di società che chiedevano le somme della ripartizione. Una circolare che non prevede alcuna altra novità, ma che sembrerebbe introdurre, secondo l’interpretazione della Commissione, il distanziamento del cavallo dall’ordine di arrivo.  Purtroppo dobbiamo segnalare come nonostante i dirigenti del Ministero, lo abbiano messo nero su bianco, le loro dichiarazioni non hanno avuto alcun peso nel giudizio Tuscan Gaze, così come non si è tenuto conto dello spirito della circolare ministeriale, che tende a rafforzare il ruolo delle società corse, che di fatto diventano emanazione diretta del Ministero. A noi viene demandata la facoltà di iscrivere alla forfait list quelle scuderie che non rispettano il regolamento, ovvero che non pagano le iscrizioni, mentre non è previsto il distanziamento del cavallo, come penalità aggiuntiva, perché la nuova circolare ministeriale del 30 dicembre 2019 – dichiara lo stesso MIPAAF – nulla innova in merito ai provvedimenti disciplinari”.

Non resta allora da chiedersi – conclude la MAG –alla luce delle dichiarazioni del presidente della HippoGroup Capannelle e della documentazione proveniente dal MIPAAF stesso, quale sia stato il cortocircuito che ha portato la commissione a prendere una decisione così assurda.

Siamo dinanzi ad un’ assurda vicenda tutta italiana e poi ci si chiede perché il mondo dell’ippica del nostro Paese è in dismissione, per capirlo basta seguire il filo rosso di questa storia esemplare: una scuderia nuova investe denaro proprio, acquista un cavallo all’estero, dichiara alla società di gestione della gara di voler correre a qualunque costo, perfeziona l’acquisto, gli viene detto di effettuare l’iscrizione in una certa maniera e poi gli viene detto che quell’iscrizione non è valida. Ma in questo caso a dirglielo non è la società corse, emanazione del Ministero, ma una commissione esterna, di nominati. Una commissione che dovrebbe valutare l’autenticità di una gara e la disciplina degli addetti ai lavori, senza voler espellere, costi quello che costi, l’ultimo arrivato che, come svantaggio incolmabile, ha avuto l’ardire e il vezzo di vincere la sua prima gara! La MAG è sicura che la giustizia ripristinerà la verità e ridarà a Tuscan Gaze il meritato successo ottenuto in pista.

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Redazione