Storie di ippica e di emozioni

L’ippica vive di storie. Di uomini e di cavalli. Storie di passione e di emozioni. Storie di successi, che diventano popolari soprattutto quando arriva il lieto fine, magari in una giornata importante. È successo domenica a Milano, quando Dario Vargiu nel suo ippodromo ha vinto le Oaks, scatenando l’applauso del pubblico che aveva potuto entrare a San Siro. Dario è amato dalla gente di Milano, che lo apprezza per la sua tenacia, la sua forza d’animo, il suo voler essere sempre vincente. DVR è tornato dopo l’incidente di Firenze e ha vinto le Oaks, la corsa, una delle poche, che mancava al suo palmarès. E si è meritato il trionfo, l’ovazione, quella che il popolo di San Siro tributa solo ai protagonisti che riescono a fare breccia nel cuore degli appassionati, della gente della tribuna, di quelli che vivono di grande galoppo.

Ma Dario Vargiu non è stato il solo grande protagonista della domenica di San Siro, perché la tribuna è esplosa anche per la vittoria di Aria Importante nel Vittadini. La gente del parterre sa benissimo quanto sia dura per una 3 anni battere gli anziani e si è emozionata per il cuore di quella cavalla che ha voluto vincere la corsa, con la forza dei muscoli ma soprattutto della mente. Il popolo ha seguito la corsa, ha visto il tedesco piazzare bordate alla ragazza sulla curva e molti probabilmente hanno pensato che non ci fosse più nulla da fare, perché la dirittura di San Siro non perdona nulla, soprattutto a una giovane impegnata contro i maschi. Invece Aria è arrivata fino al palo, ha respinto Pensiero d’Amore e ha vinto il Vittadini, coronando una carriera già straordinaria, che l’ha vista protagonista anche lo scorso anno, con il training di Grizzetti, fino al secondo posto nel Gran Criterium.

Siamo andati a controllare, abbiamo ripassato il video della corsa e utilizzando il time code abbiamo avuto un responso perfettamente congruo con l’1.34.1 esposto dai cronometri sti ufficiali. Quindi la prova è da record, a meno che la posizione delle gabbie di partenza non sia da considerarsi più vicina al traguardo rispetto ai 1600 metri che erano da percorrere. Due storie che hanno caratterizzato la giornata di Milano, che hanno regalato emozioni forti non solo ai protagonisti, ma anche al pubblico. Che hanno rinsaldato, se possibile, quell’incredibile legame che gli appassionati di galoppo hanno con il loro ippodromo. Un legame talmente forte da portare a San Siro un numero di persone che alla fine è stato ben superiore alla capienza permessa dalle norme sanitarie, tanto da costringere a respingerne una parte. Nonostante facesse caldo, nonostante a San Siro non si potesse giocare. Nonostante qualcuno continui a dire che l’ippica non interessa più a nessuno.

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Redazione