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San Siro: Sciopero improvviso, annullata la giornata dell’8 Giugno. Scontro tra società di corse e lavoratori. I motivi del contendere e le reazioni

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Oggi a Milano è andata in scena la ripetizione di uno sciopero già avvenuto a fine Aprile 2022 che fece saltare anche il Certosa, in quella occasione. Quest’oggi, poco prima della 14, quando i cavalli erano già arrivati sul campo da varie località italiane, è stato deciso per il serrate completo. Saltate 6 corse inclusa la TQQ di giornata e ovviamente ripercussioni per gli operatori, vere vittime in questo caso, in una diatriba che riguarda società di corse e lavoratori. La minaccia c’era già per la giornata del 5 Giugno e si proporrà di nuovo in occasione delle Oaks del 19 Giugno. Tante le reazioni degli operatori, ne riportiamo alcune qui sotto.

Si, ma perchè i lavoratori di Snaitech sono così agguerriti? La motivazione risiede in un imminente cambio della gestione contrattuale che riguarda tutti i lavoratori dell’ippodromo. Facciamo un passo indietro.

L’agitazione, che ha carattere nazionale, è infatti organizzata per bloccare, negli ippodromi italiani, una giornata di corse. I lavoratori di Milano, dipendenti di Snaitech, società che possiede e gestisce l’ippodromo, sono circa 40: hanno incrociato le braccia, come gli altri colleghi in giro per l’Italia, per il mancato rinnovo del contratto dell’ippica. A dichiarare lo stop alle attività milanesi, sono le sigle Slc-Cgil e Uilcom-Uil, unite alle Rsa.

“Le motivazioni alla base dello sciopero – spiegano i sindacati – risiedono nel mancato rinnovo del contratto nazionale degli ippodromi e nella volontà da parte di Snaitech di applicare quello del terziario”. E aggiungono: “Le scelte irresponsabili delle società di Corse (Uni e Federippodromi) di non sedersi al tavolo per rinnovare il contratto e il rifiuto di ribadire la normativa che regolamenta il settore, porterà ad una ulteriore disgregazione di un comparto spesso al limite rispetto alla corretta applicazione delle norme sulla sicurezza e che riceve risorse pubbliche non sempre utilizzate per un lavoro tutelato”.

Da qui, la richiesta: “E’ necessario un unico contratto collettivo che raggruppi tutti i lavoratori del comparto affinché non si frammenti il lavoro, siano tutelati diritti e sicurezza e soprattutto non siano mortificate le professionalità e le competenze dei propri dipendenti”.

Il contratto nazionale dell’ippica, che secondo le grandi società che gestiscono gli ippodromi coinvolge 200 persone in tutta Italia, non viene rinnovato dal 2011 e, per i lavoratori di Milano ma non solo, scade il 30 giugno: “A settembre dello scorso anno abbiamo chiesto che fosse rinnovato”, racconta Maurizio Padovese, membro rsa dell’ippodromo di Milano. “A gennaio Snaitech ci ha confermato la volontà di non rinnovare e utilizzare, invece, il contratto del commercio, così come altri ippodromi italiani applicheranno quello dello sport. Abbiamo anche scritto al ministero, visto che gli ippodromi vengono finanziati con soldi pubblici, ma nessuno ci ha mai risposto”.

Per Francesco Aufieri, segretario generale della Slc-Cgil Milano, è sia una questione di retribuzione che di sicurezza sul lavoro: “I nuovi assunti avranno stipendi più bassi e non potranno più contare sulle peculiarità di un contratto, quello dell’ippica, che tutela maggiormente la loro sicurezza”.

Questa la replica di Snaitech, di Aprile: “Unitamente ai principali ippodromi italiani rappresentati da Federippodromi e Uni, la società ha annunciato l’intenzione di non applicare ulteriormente il contratto nazionale delle Società di Corse dei Cavalli, scaduto da oltre 11 anni. Il contratto fa riferimento, infatti, ad un’impostazione del tutto superata ed è applicato solo ad una platea di circa 200 lavoratori sull’intero territorio nazionale”.

Ed ecco, spiega la società, cosa accadrà dal primo di luglio: “Adotteremo per i 40 dipendenti degli ippodromi Snai San Siro, La Maura e Sesana, il contratto nazionale del terziario, distribuzione e servizi, così da garantire, pur nel rispetto delle tipicità delle attività prestate, un trattamento il più possibile omogeneo a tutti i lavoratori. Snaitech, inoltre, garantisce che nel passaggio al nuovo contratto saranno salvaguardati i trattamenti economici attualmente percepiti e non saranno in alcun modo modificati i diritti acquisiti nel corso del tempo”. Da qui, l’invito ad un “tavolo di confronto per armonizzare le due discipline contrattuali”.